13 aprile 2006

il cinema italiano ha poca memoria, parola di Claudia


Claudia Cardinale è atterrata il 29 marzo a Busto Arsizio (è proprio il caso di dirlo, visto che l’aeroporto di Malpensa dista solo pochi chilometri) per un omaggio all’amico e maestro Luchino Visconti, di cui al festival del cinema della cittadina si è ricordato il centenario della nascita con la proiezione del rarissimo Vaghe stelle dell’orsa, restaurato per l’occasione dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
I giornalisti aspettano numerosi nella hall del golf club di Solbiate Olona, mentre io ho il cuore in gola, perché me la ricordo bellissima in un film che ho amato molto: C’era una volta il West di Sergio Leone,”un film ricordato da tutti i giovani” mi dirà lei alla fine dell’intervista.
Di Visconti dice: “Ho un ricordo meraviglioso e pieno d’affetto, ma sul set era una belva”. Ci racconta poi, con dovizia di particolari e aneddoti, del rigore e del perfezionismo del maestro e di quanto sia stato importante il suo insegnamento per lei e per tutti gli altri attori che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui.
L’attrice si lascia andare ai ricordi: menziona I soliti ignoti, suo primo film (“io, piccina tra dei giganti”). Con nostalgia rievoca il cinema italiano di un tempo, quello degli anni ’60, “una grande stagione, piena di professionalità e di rigore, ma anche di passione. Si lavorava con grande gioia, era come stare in una famiglia. Mentre oggi il cinema è diventato solo un business, e questo mi da fastidio”. E vede la causa di questo cambiamento nei produttori, “che in Italia non rischiano più per un progetto ambizioso senza la sicurezza di un ritorno economico”. Concordo, e allora arrischio a chiedere se sia forse questa la causa che spinge gran parte degli artisti italiani a “fuggire” all’estero. “In Francia [dove vive] c’è più rispetto per l’arte e per l’artista, c’è una cultura del cinema diversa”, dice la Cardinale, con lieve tono polemico. Le sue parole mi fanno allora venire in mente quello che ieri, sempre qui a Busto Arsizio, alla proiezione di La Roma di Rossellini, in occasione dell’omaggio al maestro, ha detto Renzo Rossellini, figlio del padre del Neorealismo: “Il cinema in Italia è considerato come un giornale: il giorno dopo diventa vecchio”. È forse per questo che, in occasione del centenario della nascita di due tra i più grandi autori del cinema italiano, si organizzano rassegne e manifestazioni in tutto il mondo, mentre in Italia, patria di entrambi, si fatica a trovarle? “Purtroppo – dice con rammarico l’attrice- il cinema italiano ha poca memoria”. E quando insinuo che, forse, questa perdita di memoria, ed il conseguente impoverimento del cinema italiano, è dovuta anche alla fuga dei nostri talenti all’estero, mi frena dicendo: “Mi arrivano proposte per nuovi film da tutto il mondo, ma non dall’Italia”. “Ma –si affretta ad aggiungere l’attrice- queste manifestazioni, i festival come quello di Busto Arsizio, che aumentano sempre di più, sono l’occasione giusta per avvicinare il pubblico, soprattutto quello più giovane, molto sensibile e ricettivo, ad un cinema di qualità, che è parte della nostra storia e che non deve essere dimenticato”. Ed è per questo motivo, suggerisce Franco Mariotti, collaboratore del direttore artistico del BAFF, Vittorio Giacci, che si deve promuovere la distribuzione dei film del passato, che oggi sono praticamente introvabili.
Ma allora, se guardiamo solo al passato, non c’è più speranza per il nuovo cinema italiano? “Forse qualcosa negli ultimi anni si sta muovendo”, dice l’attrice con ottimismo. “Forse bisogna ripartire dalle scuole della tradizione italiana?”, suggerisco. Claudia Cardinale sfugge alla domanda rievocando il prestigio della scuola italiana del passato, dell’internazionalità del suo respiro. La interrompo, allora, azzardando che forse, senza più grandi maestri, non ci possono più essere grandi scuole. Risponde con un sorriso: “Mi ha capito”.*

*tratto da Alvise Barbaro, Divina Claudia, La Padania, 29-3-06.

5 commenti:

Anonimo ha detto...
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daniela l. ha detto...

segnalo questo articolo:
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...
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